Biografia
Sandro Ciriscioli, pittore e incisore, nasce a San Giorgio di Pesaro (PU) nel 1956. Ottiene il diploma di Maestro d’Arte presso l’Istituto Statale d’Arte di Fano e successivamente, dopo aver conseguito il diploma di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dal 1978 al 1990, assume l’incarico di Assistente alla cattedra di Pittura nella stessa Accademia. Dal 1990 al 1993 è titolare della cattedra di Anatomia Artistica all’Accademia di Brera a Milano, per poi tornare a insegnare Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero aggiudicandosi premi e riconoscimenti. Vive e lavora a San Giorgio di Pesaro, Orciano di Pesaro e Monteporzio. L’opera di Ciriscioli ci raggiunge con la voce silenziosa dei suoi inventati colori, manifesta una verità che non è mai vita imitata, ma è realtà creata, che trova il proprio fondamento nella coesione della pittura con se stessa.
Critica
Scrive di lui Maurizio Cesarini: “L’opera di Sandro Ciriscioli è caratterizzata da grande rigore e coerenza formale. Sin dal passaggio dal pittorico all’incisorio, l’alfabetico iconico-spaziale mantiene una fluidità visivo-percettiva che dimostra come la sua ricerca sia sostanzialmente consequenziale agli assunti poetici che lo contraddistinguono. Come non identificare immediatamente sull’opera incisoria di Ciriscioli lo spartire di spazi, di segni, di vuoti che si fanno luce di pieni densi d’ombra. La sua grande capacità è di dare alla tecnica incisoria, di per se piuttosto definita, un respiro creativo che fonde invenzione, esecuzione e forma in un nodo figurale, dovuto al lavoro sapiente dell’Artista”.
La ricerca di Sandro Ciriscioli si declina precisamente all'interno del corpo della pittura, il colore è utilizzato dall'artista nella più significativa ampiezza che questo possiede. Porsi il problema se la sua pittura si dispieghi su di un versante aniconico o figurativo è senz'altro fuorviante, perché l'artista non suggerisce una questione risolvibile all'interno di una concezione figurale dell'arte, semmai le estensioni modali, tonali e timbriche della pittura, sono le forme con cui egli costruisce le sue immagini, le sue visioni cromatiche.
Sicuramente in nuce c'è un dichiarato assunto paesaggistico, e i titoli lo esplicitano chiaramente, ma bisogna intendersi a quale visione paesistica ci si riferisca, non certo ad una traduzione puramente retinica dello scorcio naturale, bensì ad una visione introiettata che il colore e la sua declinazione, permettono di tradurre sulla tela. Inoltre l'artista non nomina precisamente aspetti morfologici della tradizione paesista, ma allude poeticamente a stati temporali del trascorrere giornaliero, alludendo principalmente a tramonti e notturni. Questa scelta non è peregrina poiché comunque l'oggetto della sua ricerca rimane indiscutibilmente la pittura ed i temi a cui allude permettono una perequazione significativa tra gamme cromatiche calde e fredde. La sua ricerca espressiva assume un senso polifonico della cromia esaltando in alcune opere il rosso vibrante e caldo di un tramonto e la violacea fredda tonalità di un notturno appena di là da venire. Anche la stessa materia della pittura non indugia in spessori materici, non persegue la retorica della pennellata fluida ed esplicita, anzi il colore si dispiega, quasi si polverizza in campiture appena accennate, dove la forma non è quella del rappresentare, ma è costituita dal colore stesso. C'è un senso armonico istintuale ed al tempo consapevole che gli permette di giocare su vari registri, il timbro che caratterizza l'intensità del colore usato e il tono che permette la sua variazione all'interno della superficie del quadro.
E' un lavoro sottile quello di Ciriscioli che dimostra una piena consapevolezza della pittura come pensiero espresso attraverso l'atto del dipingere, usa tutte le possibilità che questa permette, per arrivare ad un risultato espressivo che infine gli appartiene totalmente. Il suo lavoro presenta una decisa coerenza; nel corso degli anni ha puntigliosamente definito e ampliato il campo espressivo entro il quale si muove, portando ogni volta al limite le possibilità che la pittura può offrire come linguaggio autonomo ed autoreferenziale, procedendo per spostamenti minimali da un punto di vista iconografico, ma compiendo altresì significativi cambiamenti sia di procedura esecutiva, che di uso del colore. Penso ad esempio ad un dipinto del 1986 intitolato Notturno, dove la cromia predominante è un viola che si dispiega dalle tonalità più calde, contigue al rosso, sino a quelle più fredde adiacenti al blu. L'effetto è grandemente suggestivo, una nube notturna pare squarciarsi per mostrare una luce prossima a perdersi, ma ancora fortemente intensa, quasi che un giorno alla fine non voglia cedere il passo ad una notte ormai avvolgente.
Ebbene la grande capacità dell'artista è quella di non descrivere delineando delle forme nella loro accezione morfologica, ma di evocare un accadimento dalla natura puramente luministica attraverso un sapiente utilizzo dei registri cromatici attraverso variazioni timbriche e tonali. Così in un dipinto del 1996, esattamente dieci anni dopo, intitolato significativamente Tramonto troviamo un ulteriore, significativo passaggio; qui la forma è indubitabilmente quella del colore, ciò che di referenziale, seppure solamente alluso, c'era nel notturno, diviene in questo dipinto pura evocazione cromatica. Un campo rosso vivido ed esteso occupa quasi tutta la superficie del dipinto, mostrando da un lato una sorta di delimitazione vagamente geometrica, ed estendendosi invece con gli altri lati sino a perdersi in un fondo brunito nel quale sfuma gradualmente. La massa rossa non è risolta come pure superficie, ma è estremamente vibrante, costituita com'è da varie gradazioni tonali del colore, suggerendo uno spessore ed una tridimensionalità ottenuta attraverso il variare della massa cromatica.
Un aspetto importante dell'opera di Ciriscioli è anche la sua attività incisoria, dove al passaggio tonale dei grigi e dei neri si aggiunge la componente segnica, introducendo un ulteriore elemento espressivo. Anche in questo caso l'artista utilizza la tecnica con grande attenzione e competenza, piegandola poi ad una personale ed espressiva visione del fare, arrivando a soluzioni in cui l'incisione non si pone più come complementare alla pittura, assumendo quindi un valore autonomo e significativo . Il nero ed il bianco estremi di una possibilità del vedere, divengono possibilità concrete di esprimere una visione che si materializza attraverso vari passaggi tonali, zone interstiziali mediante le quali l'artista declina le forme della sua visione.
Mostre Personali
- 2018
- Sandro Ciriscioli, Sala Ipogeo, Piagge - Terre Roveresche, Pesaro Urbino
- 2008
- La forma del colore, Galleria Artemisia Arte Contemporanea, Falconara Marittima, Ancona
- 2006
- Sandro Ciriscioli, Saletta Nolfi, Antico Oratorio di San Pietro in Valle, Fano, Pesaro Urbino
- 2004
- Un altro Paesaggio, Castello di Frontone, Pesaro Urbino
- 1996
- Sandro Ciriscioli, Galleria Expo-Ex, Senigallia, Ancona
- 1982
- Ipotesi di ricerca sull’arte visiva nel pesarese, Palazzo Mazzolari Mosca, Pesaro
Mostre Collettive
- 2018
- Premio Marche, Biennale d’Arte Contemporanea, Forte Malatesta, Ascoli Piceno
- 2017
- Incisori nelle Marche, La collezione di Istmi, Biblioteca e Museo Civico, Urbania, Pesaro Urbino
- 2009
- Laboratorio Libero 43, Giardini della Biennale, Venezia; - Verso il segno, incisioni per Renato Bruscaglia, Accademia di Belle Arti, Urbino; - Disegno in Segno, la contemporaneità nei maestri incisori di Urbino, ex Chiesa di San Silvestro, Orciano di Pesaro, Pesaro Urbino
- 2008
- L’Arte incisa, Villa Picena, Colli del Tronto, Ascoli Piceno; - Incursioni atipiche, Galleria Artemisia Arte Contemporanea, Falconara Marittima, Ancona; - LVIII^ Rassegna Internazionale d’Arte “G. B. Salvi”, Palazzo della Pretura, Sassoferrato, Ancona; - 16 Eventi, Collezione Permanente, MuSA, San Giorgio di Pesaro, Pesaro Urbino; - Repertorio degli Incisori Italiani vol. V°, Gabinetto Stampe Antiche e Moderne, Bagnacavallo, Ravenna
- 2007
- Novanta9, Circolo Acli, Centro Universitario, Urbino; - Viaggio sotto la Luna, Incontri Occasionali Fedeltà, Cartiera Pontificia, Ascoli Piceno; - Viaggio sotto la Luna, Dieci anni di Poesia e Incisione, Cartiera Pontificia, Ascoli Piceno
- 2006
- Una raccolta per caso, Liceo scientifico “Marconi”, Pesaro; - Col Tempo, 12 interpretazioni sul tempo, Sala dell’Abbondanza, Cagli, Pesaro Urbino; - La tradizione dell’incisione urbinate attraverso il tempo, Collegio Raffaello, Urbino
- 2005
- Degustarte: assaggi di espressioni, Palazzo San Domenico Municipio, Gioia del Colle, Bari; -L’incisione nelle Marche nella Collezione di Istmi, saletta Nolfi, Antico Oratorio di San Pietro in Valle, Fano, Pesaro Urbino; - Libertà di stampa, Quadreria Cesarini, Fossombrone, Pesaro Urbino; - Gli Artisti dell’Apolloni, Fano, Pesaro Urbino
- 2004
- Percorsi Malatestiani, Pinacoteca Comunale, Mondavio, Pesaro Urbino; - Passages 94-04, Galleria De Luca, Fermignano, Pesaro Urbino; - Segni Paralleli, Giovani incisori a Urbino e Genova, Centro Civico “Buranello”, Genova-Sampierdarena
- 2003
- Dialogo – Palazzo Brandani, Urbino, Pesaro Urbino
- 2002
- Incidere, Accademia di Belle Arti, Urbino; - Istmi, La voce secondaria, mostra di Incisioni, Palazzo Ducale, Urbania Pesaro Urbino; - Profumo di inchiostri, Ritratti Immaginari di Lucrezia Borgia, Museo dell’illustrazione, Ferrara; - Il segno nel tempo, Xilografia e Calcografia nelle Marche dal XV° al XX° secolo, Museo Provincial, Zaragoza (Spagna) e Cartiera Pontificia, Ascoli Piceno;
- 2001
- Frontiere, linguaggi a confronto, Rocca Malatestiana, Montefiore Conca, Rimini; - Omaggio a Carlo Bo, casa Natale di Raffaello, Urbino; - La filosofia e le emozioni, Accademia di Belle Arti, Urbino;
- 2000
- 30 x 40, Centre Culturel Français de Milan, Milano e Palazzo delle Stelline, Milano;
- 1999
- Itinerari del Senso, Pinacoteca della Fondazione “Il Pellicano”, Urbino;
- 1998
- Segno e Disegno, Palazzo Ducale, Urbania, Pesaro Urbino; - Artefici, Trentennale dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, Urbino; - Luoghi dell’inesteso, Casa dei Landfogti, Rivera (Svizzera) e Sala Bramante, Fermignano, Pesaro Urbino;
- 1996
- Piccolo formato, Galleria Arearte, Senigallia, Ancona; - Tutto è foglia, Villa Carlotta, Tremezzina, Como;
- 1995
- Immagini Rubate, Sala Bramante, Fermignano e Biblioteca Comunale, San Costanzo, Pesaro Urbino; - Tutto è foglia, Orto Botanico dell’Università degli Studi di Padova; - Dalle Metamorfosi di Goethe al Giardino degli Artisti, Biblione, Venezia; - Paesaggio Impossibile, Studio Panni Design, Fano, Pesaro Urbino;
- 1994
- Misure Uniche per una Collezione, Galleria “Bianca Pilat”, Milano e Aula Magna dell’Università degli Studi di Ancona;
- 1993
- Misure Uniche per una Collezione, Associazione Culturale “Il Polittico”, Roma; - La città di Brera - Belle Arti in Accademia tra pratica e ricerca, Palazzo della Regione, Milano;
- 1992
- Rassegna Internazionale “Jacopo da Ponte”, Bassano del Grappa, Vicenza;- Art Fence, 99 Artisti di Brera per l’Arco della Pace, Rotonda di via Besana, Milano; - Incisione Marchigiana del ‘900, Istituto d'Arte F. Depero, Rovereto, Trento;
- 1990
- Concettualità dell’Astrazione, Castello Piccolomini, Celano, L’Aquila;
- 1989
- Premio Marche, Palazzo degli Anziani, Ancona; - Biennale Giovani, Faenza, Ravenna;
- 1987
- In Principio, Rocca Ubaldinesca, Sassocorvaro, Pesaro Urbino; - Premio città di Marsala, Marsala, Trapani;
- 1986
- Quindici anni di incisione all’Accademia di Belle Arti di Urbino, Urbino;
- 1985
- Il Giardino delle solitudini, la felicità dell’arte, Fabriano, Ancona; - L’Arte leggeram, Galleria d’Arte Moderna, Bologna;
- 1984
- L’Arte del Vedere, Albano Laziale, Roma; - Microcosmo/Macrocosmo: itinerari di pratiche artistiche - Palazzo Ducale, Sala del Castellare, Urbino;
- 1981
- Rassegna Nazionale di Pittura, Fortezza degli Acquaviva, Acquaviva Picena, Ascoli Piceno;
- 1979
- Rassegna Quadro Giovani, Galleria San Fedele, Milano; - XXIX^ Edizione Rassegna “G. B. Salvi”, Appunti per una Storia dell’Arte Astratta, Palazzo Oliva, Sassoferrato, Ancona; - XXI^ Biennale d’Arte, Palazzo Conti Gentili, Alatri Frosinone;
- 1978
- Festival “Performance, Musica, Poesia”, Cavriago, Reggio Emilia;
- 1977
- Premio Lubiam, Sabbioneta, Mantova;
- 1976
- XXVI^ Rassegna “G. B. Salvi”, Piccola Europa, Palazzo Oliva, Sassoferrato, Ancona
Premi e Riconoscimenti
- 2018
- Premio della Critica “Alfredo Trifogli” – Premio Marche – Forte Malatesta, Ascoli Piceno